Montebelluna


 Montebelluna è un comune italiano di 31 520 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto. È il quarto comune più popoloso della provincia di Treviso, dopo il capoluogo provinciale, Conegliano e Castelfranco Veneto. Il toponimo è chiaramente un composto. Monte- indicherebbe la collina di Mercato Vecchio, ai piedi della quale è sorto l'abitato. Le prime tracce di attività umana risalgono all'età della pietra e del bronzo (Paleolitico medio). La nascita di un vero insediamento si ha però verso il IX secolo a.C. Il suo sviluppo fu favorito dalla strategica posizione geografica all'imboccatura della valle del Piave, collegamento tra la pianura e l'area prealpina.

L'esistenza documentaria della pieve di Montebelluna coincide con l'esistenza, abbondantemente documentata a partire dal 1100, del castello medioevale, attraverso la concessione imperiale di Ottone III a Rambaldo II, conte di Treviso e poi divenuto feudo vescovile allorché, nel 1047 e nel 1065, Enrico III e Enrico IV lo confermeranno rispettivamente ai vescovi Rotario e Volframmo.

la posizione di centralità dell'area nella circolazione dei beni e delle persone continuò e si rafforzò nel passaggio al Comune moderno di età napoleonica e austriaca. All'inizio del secolo si insediano le prime aziende industriali di media portata e già nel 1904 il distretto di Montebelluna occupava il quarto posto in Provincia per potenza installata.



Tarquinia


Tarquinia è un comune italiano di 16 269 abitanti[1] della provincia di Viterbo nel Lazio.

La città di Tarquinia (Tarquinii in latino e Tarch(u)na in etrusco, derivante dal nome del mitico Tarconte[3]) fu uno dei più antichi e importanti insediamenti della dodecapoli etrusca[4]. In rapporto con Roma fin da epoca molto antica, diede a questa città la dinastia dei re Etruschi[5] (Tarquinio Prisco,[5] Servio Tullio e Tarquinio il Superbo) che svolse un ruolo di primaria importanza nella storia della città latina (fine del VII e VI secolo a.C.). Probabilmente già a partire dal VI secolo si ebbe l'iniziale graduale spopolamento dell'abitato etrusco-romano, che andò accentuandosi in età medievale, per poi completarsi nel tardo medioevo, quando la città antica si era ridotta a poco più di un castello fortificato. Le cause vanno rintracciate nelle devastazioni compiute dagli invasori germanici prima e nelle incursioni dei musulmani poi, che oltre a decimare la popolazione causarono una progressiva involuzione economica del territorio. Nel periodo precedente la seconda guerra mondiale divenne sede della scuola di paracadutismo. Fu inoltre interessata da un massiccio programma di bonifiche da parte del regime fascista, seguito dalla riforma agraria del 1950: i due provvedimenti contribuirono al rilancio del settore agricolo e a un effimero sviluppo industriale collegato, attirando un'ingente immigrazione interna, soprattutto dalle Marche.





Tolfa

Il Territorio del comune di Tolfa (5.250 abitanti) è situato tra il mare e l'alta collina, fa parte di un'ampia area geografica dell’anti-appennino laziale situata in provincia di Roma e denominata “Monti della Tolfa”. Racchiusi tra il Tirreno e l’arco del fiume Mignone, i Monti della Tolfapresentano caratteristiche di conservazione tali da renderli unici. I monti si elevano poco al di sopra dei 600 mt e si stagliano nettamente nei paesaggi circostanti. Ampi pascoli e boschi rigogliosi ricoprono il vasto territorio dove la macchia mediterranea, castagni e faggi generano il tipico “paesaggio tolfetano”. Lecci, carpini, querce, agrifogli, mirto, erica, ginepro si alternano e convivono insieme dando vita a panorami ricchi di colore in ogni stagione dell’anno. 

 Recarsi a Tolfa è u po’ tornare indietro nel tempo e un po’ gustare quel sapore ormai sempre più raro fatto di natura incontaminata all’interno di una cornice di storia millenaria: una passeggiata piacevole e di rara bellezza. Una terra dove i pascoli e gli antichi casali sono stati teatro di vite intere trascorse nella fatica del lavoro, ma anche nella vivace creatività della sua gente. Ed è una sensazione unica sedersi sulla cima della Rocca dei Frangipane, che domina le basse colline che scendono al mare, guardare la natura che si perde all’orizzonte, chiudere gli occhi ed immaginare la vita lenta di un tempo, scandita dal ritmo delle stagioni e dalle serate passate in famiglia o insieme agli amici a cantare in ottava rima. Quella della poesia a braccio è una tradizione che ancora oggi si tramanda: tra i vicoli, nelle corti dei palazzi o nelle cantine scavate nel tufo, è possibile incontrare per le ricorrenti “merende” gli anziani poeti che, come i cantori di un tempo, si sfidano a colpi di “ottave” improvvisate. 

 Tolfa è famosa per l’allevamento del bestiame e dei cavalli maremmano di razza “tolfetana”, è conosciuta anche grazie alla “catana”, borsa utilizzata dai contadini e dai butteri per trasportare il cibo nelle giornate trascorse in campagna, la tracolla in cuoio di Tolfa è stata un simbolo per un’intera generazione negli anni ’70 sbarcando addirittura negli States. Ancora oggi la lavorazione del cuoio è un fiore all’occhiello per Tolfa accanto alle attività di ristorazione, nelle quali è possibile gustare i piatti della rinomata e pluripremiata cucina tolfetana, povera, parsimoniosa, fatta di sapori unici e di poche pietanze, come l’acquacotta, la trista o le ghighe. 

 La vetrina che meglio illustra le complesse vicende che hanno portato al definirsi della identità locale è rappresentata dal Museo Civico Archeologico, situato nel cinquecentesco convento dei Padri Agostiniani che ospita interessanti reperti di età etrusca provenienti del territorio.

www.comune.tolfa.rm.it




Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia è una città di 60 mila abitanti, situata esattamente a metà tra Napoli e Sorrento, protetta a sud dalla Catena dei monti lattari, in particolare dal Monte Faito,raggiungibile in soli 8 minuti grazie alla funivia ,ed a oriente attraversata dal fiume Sarno, che divide i territori stabiesi da Pompei e Torre Annunziata. 

Prima i Greci, poi i Romani conquistarono Castellammare, che vive uno dei suoi periodi più floridi proprio sotto il controllo dell’impero, che ne favorisce la costruzione di mura e ville residenziali. 

Nel medioevo “Stabiae” passa agli Svevi e successivamente agli Aragonesi, che oltre ad ingrandire il porto e rafforzare le protezioni, portarono a compimento, sulla collina di Quisisana, un palazzo reale utilizzato per i soggiorni estivi. Boccaccio, affascinato da questa reggia, decise di ambientare lì una delle sue novelle contenute nel Decameron.  

Simbolo della città(da cui prende il nome) è il Castello medievale che sorge lungo la statale sorrentina, fatto costruire dal ducato di Sorrento, ma riparato prima da Federico II e poi dagli Angioni. Castellammare è conosciuta generalmente come “città delle acque” per il suo patrimonio idrologico costituito da 28 sorgenti minerali differenti, apprezzate fra i tanti anche da Plinio il Vecchio. Oltre alle terme, Castellammare fonda le proprie radici anche nei Cantieri Navali, tra i più antichi di Italia, aperti nel 1793, in cui sono state varate imbarcazioni come l’Amerigo Vespucci e, più recentemente, il batiscafo Trieste. Il cuore della città è il lungomare, con la Villa comunale e la sua Cassarmonica, costruita agli inizi nel 1900.


www.comune.castellammare-di-stabia.napoli.it



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MEDAGLIA DI RAPPRESENTANZA

Medaglia del Presidente della Repubblica

L'associazione Olimpiadi della Cultura e del Talento può vantare prestigiosi riconoscimenti: nel 2014 riceve una Medaglia di Rappresentanza del Presidente  emerito della Repubblica On. Giorgio Napolitano a testimonianza del reale apprezzamento della massima carica dello Stato per il concorso. Nel 2012 riceve un encomio ufficiale dall'Amministrazione Comunale di Tolfa, con un atto votato all'unanimità  dall'intero Consiglio Comunale, per la "professionalità  e brillantezza dimostrata nell'organizzazione dell'evento" . Nel 2016 il Primo Ministro maltese Joseph Muscat registra un video messaggio per gli organizzatori e i partecipanti al concorso, video messaggio diffuso durante le finali e poi ripreso da diverse testate giornalistiche nazionali.

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